LOST - Dharma Initiative -

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La Teoria del Doc!, In lista d'attesa al Santa Rosa
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LA MIA TEORIA SUI NUMERI E SU LOST!

(Maggio 2006)
Cari amici ognuno di voi avrà probabilmente, almeno una volta, avuto la necessità di scrivere, all’interno di un testo in Word, un carattere che non si trova sulla tastiera. Conoscendone la combinazione basta tenere premuto il tasto Alt ed inserire una sequenza di due o più numeri per ottenere il carattere desiderato. Vi propongo così un giochino (anche se devo dire che non è riuscito a chiunque ci abbia provato): aprite il Word, tenete premuto il tasto Alt e digitate velocemente (usando il tastierino numerico) la famosa sequenza 4815162342. Il risultato è una lettera dell’alfabeto greco: la m (mu o mi). Cosa vuol dire mu?

Il primo pensiero può andare ad un metallo: il metallo mu appunto. E’ una lega del nichel con una permeabilità magnetica particolarmente alta; si utilizzano appunto lamine di metallo mu per schermare i campi magnetici. Una delle poche certezze che abbiamo sull’isola è che la stessa sia un luogo da una potentissima carica elettromagnetica. Il nichel è un metallo appartenente al gruppo del ferro ed è duro, malleabile e duttile, e la sua principale applicazione è quella di impiegarlo per fabbricare acciaio inox.
(La barriera all’interno della botola sarà stata probabilmente costruita usando tale materiale)
Il nichel si usa almeno dal 3500 avanti Cristo; alcuni bronzi da quella che è oggi la Siria contengono fino al 2% di nichel. Inoltre esistono alcuni manoscritti cinesi che suggeriscono che il "rame bianco" (paitung) fosse in uso in Oriente fra il 1400 e il 1700 avanti Cristo. Comunque, poiché i minerali di nichel possono facilmente essere confusi con minerali di argento, l'uso consapevole del nichel in quanto tale data dall'era contemporanea.
Ma l’esposizione al nichel non è molto salutare per l’uomo. L'esposizione (tlv-TWA) al nichel metallico ed ai suoi sali solubili non dovrebbe superare gli 0,05 mg/cm3 per 40 ore a settimana; fumi e polveri di solfuro di nichel sono considerati cancerogeni; molti altri composti del nichel sono sospetti cancerogeni.
Potrebbe essere stata proprio una lunga esposizione allo stesso metallo o una qualche perdita dalla barriera a causare l’”incidente” della Dharma e la morte degli amici di Danielle.

Ma la lettera mu ha un significato ben più grande: la lettera mu potrebbe rappresentare appunto il leggendario continente omonimo di MU!
Leggiamo insieme questo interessantissimo articolo su quella che da molti è considerata la culla di tutte le civiltà, ben più importante della mitica Atlantide!


Se l' uomo, fin da tempo immemorabile, non avesse provato la necessità di onorare i suoi morti abbellendone le sepolture proporzionalmente al grado di civiltà che via via andava raggiungendo, molte cose del passato non sarebbero giunte fino a noi. Dalle sepolture più famose, quelle dei Faraoni, abbiamo potuto verificare quale alto grado di civiltà avesse raggiunto quell' antichissimo popolo; tesori di sapienza che destano in noi meraviglia e perplessità. Un' altra tomba, meno famosa, ha rivelato una possibile realtà ancora più stupefacente; una realtà, ben inteso, che resta tutt' ora avvolta in uno sconcertante mistero. Gran parte della Mongolia è occupata dallo squallido e pietroso deserto di Sha-Mo (Deserto dei Gobi). Là i paleontologi americani rinvennero i resti di un gigantesco animale, il BALUCHITERIUM, uno dei primi mammiferi vissuti in quella zona nel periodo dello Oligocene, ed alcune uova di dinosauro che provarono come quel preistorico animale fosse oviparo.
L' archeologo russo Prof. Koslow si dedicava invece agli scavi di una antica città, Kharo-Khota, che aveva goduto di fama e splendore quando Sha-Mo non era il deserto sterile ed ostile che si presenta oggi agli occhi dei visitatori, ma una regione fertile,ricca di vegetazione e di acqua. Kharo-Khota doveva risalire a circa 5.000 anni prima di Cristo, ma dopo i primi scavi, Koslow si accorse che qualche metro sotto le fondamenta della città apparivano segni di costruzioni ancora più antiche. L' archeologo iniziò allora ricerche a profondità maggiore, e rinvenne tracce di una città risalente a 18.000 anni fa, con resti di templi, colonne e tombe regali. Fu proprio in una di queste tombe che il Prof. Koslow si trovò di fronte ad una delle più sconcertanti scoperte. In una pittura murale erano effigiati due giovani sovrani: il loro stemma era rappresentato da un cerchio diviso in quattro parti, con al centro un segno uguale alla lettera "M". questo sigillo è di importanza eccezionale se si considera la data a cui viene fatta risalire la tomba. Consideriamo per un attimo questo disegno: secondo la teologia occulta della antica religione ebraica, il cerchio rappresenta la Terra, le quattro suddivisioni le componenti principali e cioè aria, acqua, terra e fuoco, mentre la figura centrale ha un preciso significato politico o religioso come "L' occhio di Dio" o il "pentacolo di Ezechiele", simbolo quest' ultimo ripreso in seguito dalla Massoneria. Questa "M" posta al centro del sigillo rinvenuto potrebbe avere significato politico e costituire il simbolo del regno dei due sovrani. Non potendo ovviamente avanzare ipotesi più precise sul nome dell' ignoto Paese, gli studiosi si sono trovati concordi nel chiamarlo secondo la fonetica della lettera M, cioè Mu. E, d' altra parte il Deserto dei Gobi si chiama originariamente Sha-Mo, e questa desinenza si ritroverà in tutto ciò che può essere collegato al Regno misterioso. Si deve dunque ritenere che nell' antico deserto sia fiorita una lontanissima civiltà, lentamente decaduta con il progressivo inaridimento della zona e quindi l' abbandono di un territorio divenuto ormai sterile ed inospitale per i suoi abitanti? No, la storia non è così semplice e limitata. Anche per Mu, come per Atlantide, bisogna risalire alle prime età della Terra.

INQUIETANTI INTERROGATIVI
Dal secolo scorso, da quando cioè sono state intraprese ricerche archeologiche su basi scientifiche, studiosi di fama internazionale si sono spesso trovati di fronte ad inquietanti interrogativi: miti, religioni, scritture e costruzioni inverosimilmente appartenenti ad un medesimo ceppo, sono comuni sia in Mongolia che in India, in Cina, in Egitto e nell' America precolombiana. La prima piramide egiziana, quella del Faraone Djoser, è a gradini, esattamente come quelle asiatiche ed americane; vasi cinesi simili a quelli delle più antiche dinastie riproducono ornamenti e simboli analoghi a quelli che decoravano il vasellame pre-Maya, mentre gli stessi diademi di penne, che vengono considerati propri dei Pellerossa d' America, erano portati dagli Egizi delle prime epoche. Un grande studioso italiano, Egisto Roggero, nella sua opera "Il Mare" ha raccolto dati etnologici importantissimi. Nel corso dei suoi viaggi ha potuto stabilire che tra le popolazioni delle Isole della Sonda, del Borneo, delle Molucche e delle Filippine, ne vive una di razza decisamente ariana. "E' la grande razza oceanica - scrive il Roggero - un grande popolo antico la cui storia ci è ignota. Sono forse i discendenti di un grande continente sfasciato i cui resti sarebbero questi atolli polinesiani? Molte circostanze potrebbero farlo supporre. Basterebbe questa: che lo stesso tipo di fisionomia di questi gruppi di isolani, come pure i loro idiomi, non differiscono che per gradazione di figura e di dialetti a distanza di centinaia e migliaia di chilometri dall' America settentrionale alle spiaggie dell' Asia!" La risposta a molti di questi interrogativi la dette, nel 1868 un colonnello inglese, James Churchward. Incaricato dal suo governo di presiedere alla distribuzione di viveri alla popolazione indiana, il Colonnello aveva trovato alloggio presso un Convento-Seminario buddista, ed essendo un appassionato studioso di religioni antiche, trascorreva le sue ore libere a discutere con i più saggi Monaci del monastero. Visitando i ruderi di un antico tempio, notò alcuni strani bassorilievi che non seppe, da solo, classificare. Un alto sacerdote, al quale si era rivolto, gli spiegò che gli autori delle sculture erano i "Naacals" (Grandi Fratelli), venuti in tempi remoti ad insegnare ed a propagandare la civiltà di Mu, la "Terra Madre". Secondo il monaco, infatti, tutte le più antiche civiltà del mondo, l' Egizia, la Fenicia, la Babilonese, la Caldea, la Cinese e l' Indù si erano formate grazie agli insegnamenti ed all' influsso della cultura di Mu. La scrittura stessa era uguale per tutti i popoli, ed a conferma di ciò, rivelò che i "Grandi Fratelli" avevano lasciato delle tavolette stilate nella prima lingua dell' umanità. Esse venivano conservate, come preziose reliquie, nei sotterranei segreti del convento. Churchward, spinto da crescente curiosità, dopo infinite insistenze riuscì a vedere queste tavolette, e con l' aiuto del sapientissimo sacerdote, a decifrarle. Esse riportavano la storia della creazione della Terra, la successiva comparsa dell' uomo, il crescere ed il fiorire della civiltà di Mu, che non era solo un Regno, ma un vasto continente che doveva occupare gran parte dell' Oceano Pacifico. Il racconto si interrompeva bruscamente e ciò lasciava supporre che esistessero altre tavolette che dovevano completarlo. Nessuno dei monaci poté far altro per Churchward, se non indirizzarlo presso tutti i monasteri buddisti dell' India, che il Colonnello visitò uno per uno, senza però ottenere alcun risultato. Per aver maggior tempo a disposizione, lasciò il servizio militare e proseguì le ricerche includendo nel suo itinerario tutte le terre tutt' ora esistenti che potevano aver fatto parte dell' impero di Mu: le isole del Pacifico del Sud, l' Asia centrale, la Nuova Zelanda ed il Tibet. Nel Tibet, solo a Lhasa, la sede del Dalai-Lama, solo nel più grande ed antico Monastero Buddista, potevano essere conservate le introvabili tavolette. Ma dal 1745 era stato vietato, con leggi severissime, l' ingresso a Lhasa a viaggiatori stranieri. Ancora una volta le lettere di raccomandazione degli amici monaci indiani gli aprirono le porte della "Città Proibita". La sua costanza e la sua fede furono premiate: a Lhasa trovò le favolose tavolette. La storia adesso era completa.

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LA ZONA DEL L'OCEANO PACIFICO DOVE AVREBBE DOVUTO TROVARSI IL CONTINENTE MU
DUE GRANDI CATASTROFI


Mu era dunque stato un grande continente di forma vagamente quadrangolare, con i lati rivolti rispettivamente l' uno verso le coste dell' Africa orientale, e l' altro verso quelle dell' America latina. La base inferiore era posta verso l' Antartide, mentre la superiore univa le coste dell' America settentrionale con quelle dell' Asia. Sette erano le grandi capitali di Mu, di cui una, Uighur, la più importante, sorgeva là proprio dove il Prof. Koslow aveva rinvenuto la tomba regale. Verso il 12.000 a. C. due grandi catastrofi colpirono il grande continente, ed ecco la descrizione dello spaventoso avvenimento come venne tradotta e pubblicata dallo stesso Churchward nel suo libro "The lost continent of Mu" (Il perduto continente di Mu):

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LA COPERTINA DEL LIBRO DI CHURCHWARD VI RICORDA QUALCOSA?

"Quando la stella Bal cadde là dove oggi non c' è che il mare, le sette città tremarono con le loro porte d' oro ed i loro templi, nacque una grande vampata e le strade si riempirono di denso fumo. Gli uomini tremarono di paura, ed una grande folla si assiepò nei templi e nel palazzo del re. il re disse: "Non vi avevo detto tutto questo?". E gli uomini e le donne, vestiti nei loro preziosi abiti, ornati dei loro meravigliosi monili, lo pregarono e lo implorarono:"Salvaci, Ra-Mu". Ma il re profetò loro che sarebbero dovuti tutti morire con i loro schiavi ed i loro figli e che dalle loro ceneri sarebbe nata una nuova razza umana". Mentre il colonnello inglese esultava per la sua scoperta, ebbe notizia che un geologo americano, William Niven, aveva ritrovato nell' antico Messico alcune tavolette pre-Maya, con caratteri assai simili a quelle di Lhasa. "Nell' anno 6 del Kan, l' 11 Muluc del mese di Zac, avvennero terribili terremoti che continuarono fino al 13 Chen: Mu, la contrada delle colline d' argilla, fu sacrificata: dopo essersi due volte sollevata, scomparve durante la notte mentre la terra era continuamente scossa. Il suolo sprofondò e riemerse diverse volte in molti punti vicino al mare: Alfine la distesa si spaccò e si divise in molte parti, e per le sue convulsioni, sprofondò con i suoi 64 milioni di abitanti". Non possiamo non confrontare questa descrizione con quella relativa alla fine di Atlantide, della quale abbiamo già parlato. La posizione geografica dell' antico Messico, situato tra l' Atlantico ed il Pacifico, permetteva ai suoi abitanti di conoscere quello che avveniva nei due oceani, senza contare che il paese può aver offerto ospitalità ai profughi che riuscirono a lasciare le loro terre prima della catastrofe finale. Atlantide, l 'altro favoloso continente, si trovava infatti nell' oceano Atlantico, e le sue terre andavano pressappoco dallo stretto di Gibilterra alle coste orientali dell' America centrale. Circa 12.000 anni fa, la caduta di un asteroide ne provocò la distruzione e le acque dell' oceano la sommersero completamente. Ma il ricordo della sua fiorente civiltà rimase vivo per secoli, ad essa attinsero in seguito gli antichi Egizi, i Greci, da Solone a Platone, da Teopompo ad Eliano. Di Atlantide si parla nelle leggende dei primi abitanti dell' America, ed un' altra tavoletta, rinvenuta anch' essa nel territorio dei Maya, ne descrive appunto la scomparsa avvenuta "l' undicesimo giorno Ahan Katun".
COINCIDENZE
La notevole coincidenza di date può far pensare che la fine di Mu sia dovuta, di riflesso, all' asteroide precipitato su Atlantide, la stella Bal. Infatti la caduta del corpo celeste potrebbe aver provocato l' eruzione simultanea di tutti i vulcani di Mu, che dovevano essere moltissimi, dato che tutt' oggi la regione del Pacifico ne conta ancora 336 attivi, sui 430 dell' intera Terra. Un evento unico avrebbe posto fine a due grandi civiltà. Le tavolette di Lhasa fanno supporre che gli astronomi di Mu avessero previsto l' eventualità di tale sconvolgimento, ed avessero cercato di offrire possibilità di salvezza al loro popolo. Solo così si può tentare di spiegare un altro mistero. Da troppo tempo si parla ripetutamente di gallerie e tunnel sotterranei e sottomarini per non incominciare ad interessarsi di ciò. Ne troviamo nell' America Meridionale, in Oceania, in Asia e nelle Hawai, dove sembra che colleghino tra loro le varie isole dell' arcipelago.
UN LAMA SULLE ANDE
Questa notizia venne data da un giornalista americano, JOHN SHEPPARD (sì avete letto bene proprio SHEPPARD, quasi come Jack che si chiama Shephard) nel 1944. Nell' estate di quell' anno, ai confini tra l'Ecuador e la Colombia, lo Sheppard incontrò un mongolo assorto in meditazione. Ciò era talmente insolito da spingere il giornalista a chiedere informazioni. Seppe così di trovarsi di fronte al tredicesimo Dalai Lama, che seppur ufficialmente deceduto nel 1933, non era mai stato tumulato nella cripta a lui destinata a Lhasa. Gli stessi monaci della "Città Proibita" confermarono che il sant' uomo non era affatto morto ma, attraverso una segreta galleria sotterranea, avrebbe raggiunto le Ande per dedicarsi alla preghiera proprio là dove sarebbe nata la prima religione lamaista. Ma chi ha scavato la galleria? Qualche dotto Lama risponde enigmaticamente: "I Grandi Fratelli che ci hanno dato la loro scienza quando il mondo era giovane". Sembra di sentire l' eco delle parole del sacerdote amico di Churchward, ed i contorni del misterioso impero si delineano sempre più precisi e reali, anche se le forze terribili della natura lo hanno cancellato per sempre.


Dopo aver conosciuto la “storia” del continente scomparso di MU, culla di tutte le civiltà, la mia “teoria”:la nostra isola è appunto un pezzetto riemerso del continente perduto. La causa della sua distruzione, come per Atlantide, potrebbe essere stata la caduta di un enorme meteorite, costituito magari da un metallo ferromagnetico (di qui la sua enorme carica elettromagnetica). Questo giustificherebbe la presenza della Black Rock (la nave negriera probabilmente affondata) all’interno dell’isola, molto lontana dalla costa e soprattutto
l’enorme piede a quattro dita appartenente ad una statua costruita da una antica popolazione
La Hanso ha scoperto l’isola ed i suoi “poteri” (John viene guarito,
scopriremo che anche Rose è guarita (sull’isola) da un tumore in fase terminale per il quale era andata in Australia da un guaritore che viveva in un altro punto magnetico e che le aveva confidato di non poter far nulla per lei in quanto l’energia di quel luogo non era “adatta” a guarire il suo male)
ed ha deciso di effettuarci esperimenti scientifici di vario genere probabilmente intorno agli anni '80,

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ma un incidente ha compromesso gli esperimenti causando anche la morte di molte persone. E non sarà facile abbandonare l’isola: ricorderete tutti quando John regala la sua bussola che non segnala il nord dove dovrebbe essere e vedrete anche
Desmond che cercherà di sfuggire dall’isola con la sua barca a vela, ma sarà irrimediabilmente riportato sulle coste della stessa isola dopo aver vagato per una settimana! (E Desmond non era certo un dilettante visto che viene “attirato” dall’isola durante una regata transoceanica in solitario).
Certo non sono tutte le risposte che stiamo cercando, ma questa teoria potrebbe costituire un punto di partenza particolarmente affascinante. Tra l’altro, come abbiamo potuto leggere da un post di Digicon, il sito della Hanso è attualmente “oscurato a causa di un (fantomatico) attacco da parte di hackers”. Potrebbe trattarsi, come dice Digicon, dell’ennesima trovata pubblicitaria, ma magari potrebbe anche essere una precisa strategia degli autori per far sì che non si scoprano ulteriori elementi.
Un’ultima chicca:
abbiamo visto lo scienziato della Hanso (il dottor Mark Whitman o dobbiamo chiamarlo Marvin Candle?!?)

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al termine dei video di orientamento, salutare con una parola: NAMASTE. Nella mia ignoranza, vedendo i tratti somatici del dirigente, pensavo fosse un termine giapponese. Niente di tutto questo! La parola NAMASTE o NAMASTE’ è un vocabolo in lingua hindi; (di nuovo quindi un legame con la civiltà MU) si usa in genere al posto del nostro "ciao", "buongiorno", "buonasera", ecc. Deriva dal sanscrito "namas", che indica l'atto di adorazione/devozione al Divino. Si accompagna ad un gesto (le mani giunte), a simboleggiare l'unità inscindibile di colui che compie il saluto e della persona salutata. La più bella “traduzione” che ho trovato è quella data da Leo Buscaglia che riporto testualmente:

Giungete le mani e dite "Namaste". Significa: "Io onoro in te il luogo dove risiede l'intero universo. Se tu sei in quel luogo in te, e io sono in quel luogo in me, siamo una sola cosa"

NAMASTE A TUTTI VOI, DUNQUE, JACK!


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Salve gente! A distanza di quasi due anni faccio un altro passetto avanti.
(Aprile 2008)
Come dicevo la mia teoria risale ad ormai due anni quindi non tiene conto di tutto ciò che abbiamo visto nelle ultime stagioni, ma comunque, ad oggi, non è stata smentita. Ma alcuni tra noi, pur apprezzandola, la ritengono non credibile in quanto il continente MU è solo teoria e molti dicono pura invenzione e cozzerebbe quindi col fatto che i produttori hanno sempre sostenuto che per tutto quel che abbiamo visto ci sarebbe stata una spiegazione "scientifica".
Come dicevo vorrei fare un passo avanti.
Ferma restando l'ipotesi che l'isola possa essere una parte emersa del continente di MU, vorrei legare questa ipotesi ad una più "scientifica", ma ben lungi dall'essere stata accertata e molto, molto, affascinante.
Non so chi di voi conosca Zecharia Sitchin uno dei massimi esperti della cultura sumera e del linguaggio cuneiforme.
Ebbene, secondo gli studi e le interpretazioni della lingua cuneiforme ad opera di Zecharia Sitchin, l’antico popolo sumero definisce col nome di Nibiru un pianeta, il “Pianeta dell'incrocio”. Da questo pianeta provengono gli Anunnaki, “Coloro che dal Cielo caddero sulla Terra”, una stirpe di giganti super-evoluti, di dei corrispondenti ai Nefilim biblici che, atterrati sulla terra, danno vita al genere umano attuale. I luoghi scelti per la colonizzazione sono la Valle del Nilo, la Valle dell'Indo e la Mesopotamia ad opera di una spedizione capeggiata da Enlil, nome che ricorre spesso nella mitologia dei Sumeri.
Zecharia Sitchin, cresciuto in Palestina, acquisisce qui una completa padronanza della lingua ebraica antica e moderna, studia in modo approfondito le lingue semitiche ed europee, l'Antico Testamento, e la storia e l'archeologia del Medio Oriente. Nel suo libro “The Twelfth Planet”, sempre basandosi sui antichi testi Sumeri, fornisce dati piuttosto precisi sulle caratteristiche di Nibiru e ritiene probante, al fine di definire “strabilianti” le conoscenze astronomiche sumere, l’analisi di un reperto conservato nel Museo di Stato di Berlino, un'incisione su un sigillo cilindrico accadico risalente al 2400 a.C. Il sigillo, a detta di Sitchin, altro non è che una raffigurazione del Sistema Solare che vede la nostra stella circondata dai pianeti da noi oggi conosciuti, nella giusta successione e dimensione, più Tiamat e il misterioso Nibiru. Tiamat, per i Sumeri, è un pianeta anticamente posto tra Marte e Giove. Già molto prima dell’arrivo degli Anunnaki, Nibiru si è trovato periodicamente in posizione a noi prossima. In uno di questi passaggi viene ad impattare con Tiamat; quest’ultimo si frantuma in più parti, una parte diviene la cintura degli asteroidi mentre, la restante parte di Tiamat con il suo satellite Kingu (la Luna), viene scagliata verso un'orbita più vicina al Sole e genera all'attuale sistema Terra-Luna.

Beh mi direte cosa c'entra tutto questo con LOST?
L'altra sera a Voyager si parlava appunto delle teorie di Sitchin ed alla fine del servizio si è fatto riferimento ad uno dei più misteriosi ritrovamenti archeologici avvenuti in Italia: il guerriero di Capestrano.
Ho estrapolato dalla puntata una piccola parte che vi allego: fate attenzione alla fine del video, quando viene citato il numero 108 (vi ricorda qualcosa?) che viene definito come "il moto di trasferimento nello spazio"
Aspetto commenti, NAMASTE dal doc! :woot:


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MARCO - MILAN
view post Posted on 9/5/2008, 15:55Quote

Utente cancellato






COMPLIMENTI IO PENSO PERO CHE TUTTO QUESTO SIA TROPPO COMPLICATO PER INSERIRLO IN QUELLE POCHE PUNTATE CHE MANCANO ALLA FINE PERO FORSE HAI RAGIONE NON TROVO COME QUESTA GRNDE ISOLA NON SIA MAI STATA TROVATA
 
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view post Posted on 9/5/2008, 19:40Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 24/10/2009, 14:52


Marco, come dicevo la teoria l'ho scritta due anni fa, tante cose sono cambiate nella nostra serie preferita, ma ci sono ancora due annate intere davanti... sperando che Lindelof, come ho letto, non intenda portarla ancora oltre eheh.

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view post Posted on 6/6/2008, 14:23Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/10/2009, 19:51


Ho capito... 108,moto di trasferimento nello spazio: vi ricorda qualcosa a proposito della quarta stagione? Quando l'isola viene spostata da Ben....
Ottima teoria...tutto combacia!




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view post Posted on 9/3/2009, 16:40Quote
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Beh mi perdonerete se mi 'uppo' un po', (visto che se ne parlava in un altro post) magari qualcuno non l'ha ancora letta e potrebbe trovarla interessante :D

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view post Posted on 24/10/2009, 16:47Quote

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ho letto la tua teoria,sono onil,e secondo me nn puoi prendere alla lettera cio che ci mostra lost...
in realta' la macchina del tempo nn esiste...quindi nn esiste manco l'isola..
nn esiste un fumo che uccide le persone ecc...
quindi secondo me,lost nn va spiegato cm una cs realmente vera,ma cm un racconto,il quale è ingarbugliato.
è cm se io ti raccontassi na favola di pinocchio,(scusa il paragone)e conoscendo l'inizio fino alla fine,te la raccondo ingarbugliata,che tu nn capisci che ti sto raccontando..e secondo me lost è cosi'...una storia raccontata a pezzi,dv uno di noi raccoglie sti pezzi e li devi mettere a posto come un puzzle..
se in lost so cambiate certe cs,e solo x colpa d qualcuno ...ma io son sicuro che la storia è tta scritta sin dall'inizio,variata lggermente,ma la conclusione è quella.
ciao alla prossima
 
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5 replies since 23/4/2008, 20:07
 
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